“Quanti di voi conoscono Yoox?”. E gli studenti, provenienti in maggioranza dal corso di Scienze della Moda e del Costume, hanno alzato quasi tutti la mano, procurando a Federico Marchetti, fondatore e amministratore delegato di Yoox, il più grande sito di e-commerce di abbigliamento in Italia, e tra i primi al mondo, un piccolo sorriso. Marchetti è l’ospite numero otto del ciclo di seminari con i professionisti della moda che la Sapienza organizza settimanalmente, ed è un innovatore: apre Yoox.com nel 2000, quando il commercio online non era precisamente una tendenza. “Tutt’oggi” – dice Marchetti – “in Italia vendiamo il 20%, il restante 80% del fatturato lo facciamo con le vendite all’estero” dimostrando come ancora lo shopping online non sia poi così diffuso nel nostro Paese.
La particolarità di Yoox è che si tratta un sito di abbigliamento ma i capi venduti sono scelti molto accuratamente. Marchetti dice di vendere solo i “principali brand della moda e del design”, in altre parole abiti che se non sono proprio di lusso, ci vanno molto vicino. “Siamo esattamente il contrario per fast fashion”, dove fast fashion sta per quei brand low cost con la produzione in Cina e “lavoriamo per far viaggiare i prodotti e il servizio su un livello di qualità molto alto” afferma il fondatore di Yoox, che comincia la sua presentazione del sito partendo proprio dal nome. “Sono appassionato dei nomi e sono convinto che anche il successo di un brand sia legato anche al suo nome. Per il mio sito cercavo un nome neutrale che in America potesse suonare come americano, in Giappone come giapponese, in Francia come francese. Insomma qualcosa di ‘altro’, come se provenisse da Marte. Doveva essere visivo più che fonetico e poi corto: doveva diventare un brand indipendente”. Infatti, il nome un po’ strano, che non si sa come pronunciare, con quella contrapposizione di y e x, quasi a voleri indicare i generi maschile e femminile – o il genere umano in toto – è oggi conosciuto in buona parte del mondo. Nel 2010 è stato aperto il mercato cinese dove – racconta ancora Marchetti – “abbiamo dovuto ricreare la piattaforma ex novo, adattando tutto alla società cinese” – perché – “solo immedesimandosi nella cultura di un paese si può avere successo con i suoi clienti”.
Marchetti rivela le caratteristiche del successo di Yoox: semplicità (“non seguiremo mai i trend, non faremo mai degli “stili” come sui magazine per dire ai clienti come vestirsi”) e divertimento (“siamo l’isola che non c’è della moda”). Il bello di Yoox, dice chi l’ha fondato “è il piacere della scoperta”. Al cliente – da considerarsi sempre “più intelligente di te” – viene offerta, infatti, la possibilità di acquistare ma anche di navigare tra i vari progetti che Yoox mette in campo con stilisti e protagonisti del mondo della moda a sostegno di iniziative benefiche.
Dal genio inventivo di Marchetti non è nato solo Yoox: come ci rivela dalla cattedra, dopo Yoox sono nati altri progetti. Thecorner.com per offrire una selezione sceltissima di brand, e l’ultimo nato Shoescribe.com centrato sul mercato delle calzature da donna e anche qui, reso “speciale” da alcune trovate per offrire al cliente un servizio di prima classe, che va dalla spedizione fino al packaging sul quale il cliente può giocare scegliendo la scatola trasparente oppure quella con la stampa delle scarpe (“così quando la si mette nell’armadio assieme a tutte le altre scatole che un’appassionata di scarpe possiede, non c’è il problema di doversi ricordare cosa contiene”).
Insomma, alla fine dell’incontro la ricetta del successo di Yoox ci è più chiara: fare qualcosa che prima non esisteva (un e-commerce basato solo sull’alta qualità del prodotto e del servizio), immedesimarsi nei clienti e non piegarsi alle mode del momento, perché “se uno si mette a seguire i trend è perduto”. Parola di Federico Marchetti.



mi piace leggere di queste storie di italiani di successo: ispirano.