Qualcosa si muove. Forse grazie alle polemiche sempre più accese sulla consolidata abitudine del Rettore Luigi Frati di portarsi la famiglia al lavoro. Forse grazie al servizio di Report andato in onda il 25 marzo 2012, che ne denuncia fra l’altro anche l’assenteismo, sul caso Frati è stata aperta un’inchiesta dopo anni di silenzio. Frati, primario di Oncologia al policlinico Umberto I, infatti da tempo non metterebbe nemmeno piede nel reparto di cui è responsabile. A darne notizia è La Repubblica.
Mentre si lavora per accertarsi della regolarità delle assunzioni dei parenti stretti di Frati alla facoltà di Medicina – vi lavorano la moglie, i due figli e un nipote – la Fials (Federazione italiana autonoma lavoratori sanità) chiede inoltre a Renata Polverini, governatore della regione Lazio, la revoca dell’incarico del figlio di Luigi Frati, Giacomo Frati, e al Premier e Ministro dell’Economia Mario Monti il sollevamento dal ruolo del padre poiché “un primario ospedaliero deve visitare e curare personalmente i pazienti e non può sostenere di svolgere le sue funzioni solo firmando i turni di servizio dei medici che coordina”.
Nell’intervista a Report Tommaso Longhi, ex Direttore Generale del Policlinico, va oltre. “Nemmeno firmava le cartelle cliniche – dichiara – centinaia di cartelle cliniche non firmate. Quindi, in sostanza che vuol dire? Che lui non si assumeva nemmenola responsabilità medico-legale dei pazienti oncologici che arrivavano al suo reparto”.
Esasperato, Longhi – DG del policlinico dal 2001 al 2003 – dichiarò Frati, già detentore di un doppio incarico, decaduto dal suo ruolo di primario ed informò della situazione la procura di Roma con un esposto. E poi? Afferma lo stesso Longhi: “Ho saputo, per via indiretta, che era stato archiviato.”
Quello del doppio ruolo, in barba al “rapporto di esclusività col servizio pubblico” che come primario sarebbe tenuto a rispettare, è un altro aspetto del caso Frati su cui si sta discutendo. In un dossier sul caso, curato del deputato Paolo Guzzanti, si sottolinea un conflitto d’interessi tra il ruolo di Rettore e quello di primario del policlinico dell’università, e viene richiesto di
“verificare la veridicità dell’apporto dato da Giacomo Frati, figlio del rettore, alle pubblicazioni presentate al concorso per un posto di professore ordinario da lui vinto: il suo nome compare su lavori scientifici redatti da direttori di ricerca nei laboratori Neuromed, tutti dipendenti dal padre Luigi che dell’istituto di Pozzilli è direttore scientifico”.
Qui di seguito vi proponiamo una parte del servizio di Report dal titolo “Concorso nel reato”:

da oltre un ventennio sono stato e sono un ‘spina nel fianco’ di Frati che per questo mi ha fatto licenziare – primo ricercatore medico in Italia – per ‘scarso rendimento’ : un licenziamento (D.R. 1.6.2000)che lo stesso Ministero ha dichiarato illegittimo proponenone l’annullamento : ma il Frati – da me denunciato invano anche per il suo ‘primariato fantasma’ + doppio incarito a Pozzilli – si oppone in conflitto d’interessi … per saperne di più vale il mio blog/diario >il combattente della sapienza contro le mafie di stato<
Ciao Romano, ho due domande per te:
1) in che modo saresti stato una “spina nel fianco” per Frati?
2) il tuo blog è questo: http://ilcombattentedellasapienza.blogspot.it ?
Se vuoi scrivici maggiori dettagli all’email: segnalazioni@workinsapiens.com
Grazie