Venne soprannominata “la signora delle rose” perché ha fatto di questo fiore il mattone di un impero: quello del suo marchio, Blumarine, fondato con il marito Gianpaolo Tarabini nel 1977, ed oggi uno dei più importanti brand nel panorama dell’alta moda internazionale. Anna Molinari è intervenuta nell’ambito del ciclo di seminari organizzati per gli studenti d’eccellenza del corso di laurea in Scienze della Moda e del Costume della Sapienza, e dalla cattedra ha portato una sferzata di energia ed ottimismo alla platea di studenti. Ha cominciato a raccontare la storia della sua vita che coincide quasi perfettamente con quella della sua carriera: un inizio giovanissima, sedicenne, distaccatasi dall’azienda di famiglia decide di bastare a se stessa anche se “non è stato facile”. Un grande amore per Gianpaolo Tarabini, un uomo più grande di lei, destinato a diventare compagno di vita e di carriera, di cui parla in modo tenerissimo raccontando aneddoti spassosi che regalano agli studenti fragorose risate: “A sedici anni mi sono fatta tatuare un cuoricino e una rosa sui polsi per Gianpaolo, quando gliel’ho fatti vedere dicendo che volevo sposarlo lui ha pensato che ero matta”.
Dopo il passato Anna Molinari comincia a raccontare del presente: come si fa ad innovare mantenendo la propria identità? Come fanno le stampe a fiori essere ancora attuali dopo tanti anni? “Bisogna guardarsi intorno, circondarsi di giovani, ascoltarli. Bisogna essere tanto creativi, senza creatività questo mestiere non si può fare” è la risposta di Molinari, che aggiunge una nota sui tempi d’oggi “più difficili rispetto a prima”: “Oggi occorre avere dei punti di riferimento, tenere conto che alcuni colori non vanno in alcuni paesi, che alcuni sono meno disposti a spendere di altri (come l’Italia) e quindi bisogna offrire dei capi un po’ più economici magari usando il jersey anziché un tessuto più costoso, e soprattutto oggi si devono fare vestiti che la gente può indossare tutti i giorni, non si possono più fare i vestiti da Regina Elisabetta, nessuno li compra i tempi sono cambiati”.
Infatti la collezione Blumarine di quest’anno è tornata ad essere piena di fiori e petali (da qualche anno non si vedevano più, a favore di stampe animalier e astratte) ma in modo innovativo e originale: margherite maxi, colori abbaglianti, poco romanticismo e tanta pop-art. Perché rinnovarsi è la linea di confine tra il sopravvivere e l’essere dimenticati, ed Anna Molinari in questo è una maestra: tanto che lo scorso mese ha ricevuto la “Piramide dell’Eccellenza” dagli studenti dell’Accademia Italiana fiorentina, proprio come riconoscimento per una stilista che riesce a innovare senza deviare la propria identità. Il consiglio che Anna Molinari lascia agli studenti della Sapienza è quello di essere creativi e contemporanei: “Di curricula me ne arrivano tanti, li guardo personalmente uno per uno: quello che cerco di vedere è la bellezza, l’armonia, la seduzione e la femminilità che sono le chiavi del marchio ma soprattutto la contemporaneità. Cerchiamo di fare abiti belli che ci metteremmo anche noi, tutto ciò che seleziono deve avere queste caratteristiche”. Da tenere a mente se sognate un futuro in Blumarine.
I video dell’intervista di Fabiana Giacomotti ad Anna Molinari:


